I LUOGHI DEL LAVORO DELLA FORLÌ DEL ‘900

Un omaggio ad alcuni tra i più significativi luoghi di lavoro del Novecento forlivese, fatti rivivere attraverso le testimonianze di ex operai e dipendenti. L’ideale per scoprire la città di Forlì attraverso i mestieri che non ci sono più.

A CURA DI Spazi Indecisi, Questa Città, Sunset Comunicazione
CONTENUTI SPECIALI Questa Città (interviste), Sunset Comunicazione (video)
GRAZIE A Glauco Bombardi, Giorgio Carnaccini, Piero Casadei, Evandro Greppi, Maurizio Lombardi, Cesare Marchetti, Marcello Scarpellini.

INTRODUZIONE A CURA DI ROBERTO BALZANI
Docente di Storia contemporanea dell'Università di Bologna, ex Sindaco di Forlì

Oggi si chiamano un po’ genericamente “attività produttive”, ma un tempo erano fabbriche, opifici, capannoni in ferro e ghisa: gli ambienti nei quali, con crescente intensità in età proto-industriale e industriale, le città tradizionali cominciarono a cambiare volto. Erano state per secoli piazze di mercato, corredate da festoni multicolori di botteghe e di negozianti: commercio e artigianato avevano animato le stradine dei borghi a ridosso degli spazi aperti, anche nei centri medi come Forlì.
Certo, erano mancate le funzioni di rango superiore – quelle finanziarie o legate alla formazione accademica – ma il tessuto era andato comunque infittendosi, alternando luoghi della residenza a luoghi della produzione e del consumo, senza soluzione di continuità. Con il XIX secolo e con l’arrivo delle prime macchine a vapore, l’esigenza di collocare impianti di maggiore dimensione nelle periferie “libere” avrebbe ridisegnato il profilo dell’insediamento: non più quello geometrico, militare e fiscale delle mura, ma quello mobile e sfrangiato dell’industria, caratterizzato da rumore, inquinamento, fumo di ciminiere.
Lì, nell'adiacenza del centro, aveva preso forma un ecosistema economico del tutto nuovo e imprevisto, scandito da un uso del tempo e dello spazio mai sperimentato prima: lavoro, beni e risorse erano andati combinandosi secondo dinamiche che mimavano casi occidentali di ben altre dimensioni e successo.
Oggi, i lacerti di questa fase eroica della proto-industria e dell’industria sono stati per lo più fagocitati dalla semi-periferia residenziale e rischiano l’illeggibilità. Ne sopravvivono lacerti talora degradati al rango di rovine, che tuttavia tracciano ancora un percorso degno di essere preservato: il percorso di una comunità sedotta con facilità dalle prime mirabolanti promesse del progresso.

 

 

 

 

 

ARENA FORLIVESE

Via Giorgio Regnoli, 91

CONVENTO DI SANTA MARIA DELLA RIPA

Via della Ripa, 1

DEPOSITO DELLE CORRIERE SITA (EXATR)

Piazzetta G. Savonarola, 6

FORO BOARIO

Piazzale Foro Boario

FORNACE MACERI MALTA

Via Fiume Rabbi, 25

PALESTRA CAMPOSTRINO

Piazzetta Campostrino, 4 

ZUCCHERIFICIO ERIDANIA

Via Gorizia, 162

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